Con risoluzione n. 37/E del 27 maggio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la rimborsabilità da parte del datore di lavoro delle spese per acquisto di pc, tablet e laptop per la frequenza della didattica a distanza (DAD), considerandole spese rientranti nelle finalità di educazione ed istruzione di cui all’art. 51, co. 2, lett. f) bis, TUIR, e quindi escludendone l’imponibilità fiscale e contributiva.

A seguito della sospensione, totale o parziale, dell’attività didattica in presenza a causa del Covid-19, infatti, gli Istituti scolastici e universitari hanno dovuto adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, ovvero di garantirne la fruizione attraverso la ” Didattica a Distanza ” (cd. ” Dad “). In tale contesto, il pc, il laptop e il tablet costituiscono dispositivi fondamentali per consentire la ” didattica a distanza “, il cui utilizzo è finalizzato all’educazione e all’istruzione.

Per queste ragioni è stato ritenuto che il rimborso delle spese sostenute dal dipendente per il loro acquisto e successivamente rimborsate dal datore di lavoro non generasse reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 51, comma 2, lettera f-bis), del Tuir.

L’Agenzia delle Entrate ha però precisato che il regime di non concorrenza al reddito di lavoro dipendente ai sensi della predetta disposizione troverà applicazione sempreché il dipendente produca idonea documentazione rilasciata dall’Istituto scolastico o dall’Università che attesti lo svolgimento delle lezioni attraverso la DAD.

Per maggiori chiarimenti si pubblica la risoluzione illustrata.