Si ricorda che il 30 giugno prossimo scade il termine per la presentazione, al proprio Comune e/o all’Ente gestore incaricato dal Comune, delle eventuali comunicazioni di modifica e/o di uscita dal servizio pubblico relativamente alla Tassa rifiuti TARI 2022.

Chi deve pagare

La tassa rifiuti TARI è dovuta da chiunque occupi o detenga, anche senza titolo specifico, locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, sul territorio comunale.

I soggetti tenuti al pagamento della TARI devono dichiarare entro il 30 giugno dell’anno successivo l’inizio e le variazioni relative all’occupazione.

Come si compone

La tassa rifiuti TARI è composta da:

  • una quota fissa destinata a finanziare i costi fissi ed indivisibili del servizio e viene determinata tenendo conto della superficie dei locali occupati;
  • una quota variabile destinata a coprire i costi di gestione del ciclo dei rifiuti (raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento ecc.) e viene determinata tenendo conto del numero dei componenti del nucleo familiare per le utenze domestiche e della superficie occupata per le utenze non domestiche

Come e quando dichiarare l’inizio di occupazione e le variazioni

I soggetti tenuti al pagamento della TARI devono dichiarare entro il 30 giugno dell’anno successivo l’inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili alla tassa mediante la compilazione di appositi moduli predisposti e messi a disposizione dal Comune e/o dall’Ente gestore.

La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi qualora non si verifichino modificazione dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare della tassa. In caso contrario la dichiarazione di variazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute le predette modificazioni.

In sostanza, la suddetta comunicazione dovrà essere effettuata in caso di variazioni allo stato di fatto in generale dell’azienda, per comunicare cambi di superfici delle aree produttive, nonché per la richiesta di riduzione della tassa qualora l’azienda avesse avviato i propri rifiuti assimilabili e speciali prodotti al recupero con una azienda privata e non tramite il servizio comunale.

Scadenza TARI 2022 – utenze non domestiche

Le utenze non domestiche (ex articolo 238, comma 10, D.Lgs 152/2006) dovranno comunicare sempre entro il 30 giugno p.v., al Comune di appartenenza e/o all’ Ente gestore incaricato dal Comune, la scelta di servirsi del gestore del servizio pubblico o del ricorso al mercato per la raccolta dei propri rifiuti divenuti urbani, con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo (art. 30, comma 5, DL n. 41/2021 convertito con L.69/2021, n. 69; D.lgs 116/2020).

Pertanto la comunicazione di variazione può essere effettuata, dallo scorso anno, anche per decidere se affidarsi in parte o totalmente al servizio pubblico per la raccolta dei propri rifiuti divenuti urbani. Nel caso la ditta decidesse – o rientrasse tra i casi che non prevedono più la produzione di rifiuti urbani bensì di speciali – di uscire parzialmente o completamente dal sistema di raccolta comunale, la normativa prevede la riduzione dell’importo dovuto al Comune e/o all’Ente gestore incaricato.

Per tale comunicazione si rimanda alla modulistica predisposta a cura dei singoli Comuni e/o Enti gestori con riferimento ai rispettivi Regolamenti Comunali TARI.

Nulla deve essere comunicato per l’uscita dal servizio se la ditta ha già fatto la comunicazione l’anno precedente.

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